
Mausoleo di Galla Placidia: Galla Placidia (386 - 450 d.C.), sorella dell'imperatore Onorio, l’artefice del trasferimento della capitale dell'Impero Romano d'Occidente da Milano a Ravenna nel 402 d.C., fece costruire questo piccolo mausoleo a croce latina per sé intorno al 425-450; tuttavia non fu mai utilizzato in quanto l'imperatrice, morì a Roma nel 450, dove fu seppellita. In origine doveva collegarsi al lato meridionale del nartece della vicina Chiesa di Santa Croce, realizzata sempre da Galla nel secondo quarto del V secolo. La parte inferiore delle pareti è rivestita da marmi mentre la zona superiore è interamente decorata da mosaici che ricoprono pareti, archi, lunette e cupola. I temi iconografici, a cavallo tra la tradizione artistica ellenistico-romana e quella cristiana, sviluppano a più livelli interpretativi il tema della vittoria della vita eterna sulla morte.
Basilica di San Vitale: è uno dei monumenti più importanti dell’arte paleocristiana in Italia, in particolar modo. La basilica a pianta ottagonale, nota per la bellezza dei suoi mosaici, fu consacrata nel 548 dall'arcivescovo Massimiano. L'influenza orientale, presente nell'architettura ravennate, assume un ruolo dominante, sia da un punto di vista architettonico, sia per la decorazione musiva che esprime in modo chiaro l'ideologia e la religiosità dell'epoca di Giustiniano.
Basilica di Sant'Apollinare Nuovo: fatta costruire da Teodorico (493-526), fu in origine adibita a Chiesa palatina di culto ariano. Dopo la riconquista bizantina e la consacrazione al culto ortodosso (metà del VI secolo) fu intitolata a San Martino, vescovo di Tours. Secondo la tradizione, nel IX secolo le reliquie di Sant'Apollinare furono qui traslate dalla Basilica di Classe e in quell'occasione ricevette la sua intitolazione a Sant'Apollinare, “Nuovo” per distinguerla da un'altra chiesa dallo stesso nome presente in città. All’interno sopravvive la meravigliosa decorazione musiva dell’antica costruzione, che consente di seguire l'evoluzione del mosaico parietale bizantino dall’età teodoriciana a quella giustinianea. Le 26 scene cristologiche, risalenti al periodo di Teodorico, rappresentano il più grande ciclo monumentale del Nuovo Testamento e, fra quelli realizzati a mosaico, il più antico giunto sino a noi.
Battistero neoniano: a lato dell'attuale cattedrale di Ravenna è uno dei più antichi monumenti ravennati. Fu probabilmente edificato agli inizi del V secolo, su iniziativa del Vescovo Urso. Al tempo del vescovo Neone (450 - 475) fu oggetto di importanti lavori di restauro che portarono alla realizzazione della decorazione interna che oggi possiamo ammirare.
Visita guidata: Domenica 8 marzo 2026. Partenza da via Roma, di fronte alla Stazione dei treni di Treviso, con il pullman alle ore 7.00. Rientro a Treviso alle ore 20.30 circa.
Quota Visita: € 55 ridotto per Soci Arci 2026, comprensiva di viaggio in pullman, biglietti e visita della città con Alessandra Iannacci (€ 60 per non Soci, comprensiva di tessera Arci 2026).
Informazioni e iscrizioni fino a Martedì 3 Marzo presso Arci Treviso, via Bolzano 3; dal lunedì al venerdì, ore 9-12.30, ore 15-19.00; tel. 0422/410590; www.arcitv.it, treviso@arci.it
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